Il lavoro degli insegnanti è impegnato a curare la dimensione della collegialità, ovvero la promozione della cultura della partecipazione e della condivisione delle scelte. Questo stile professionale, che fa parte del lavoro di ciascun docente, si esplica nella corresponsabilità educativa, nell’impostazione unitaria e coordinata del progetto educativo, nella capacità di modulare gli interventi, nella condivisione delle attività educative a livello di sezione, intersezione e scuola. Questo rafforzamento della capacità di negoziazione e di condivisione viene richiesto a seguito dell’emanazione del DPR 275/99 (Autonomia delle Istituzioni Scolastiche).
Per la scuola dell’infanzia è molto importante creare rapporti interattivi con le altre istituzioni ad essa contigue e presenti anche nel territorio e si configura come contesto educativo e di apprendimento saldamente raccordato con tutte le esperienze e conoscenze precedenti, collaterali e successive dei bambini. E’ quindi necessario prestare attenzione alla coerenza degli stili educativi e dar luogo, in base a precisi criteri operativi e in direzione sia orizzontale che verticale, a raccordi che consentano alla scuola di fruire, secondo un proprio progetto pedagogico, delle risorse umane, culturali e didattiche presenti nella famiglia dei bambini e nel territorio, e di quelle messe a disposizione dagli enti locali, dalle associazioni e dalla comunità.
La prima continuità necessaria al bambino é quella tra i due principali ambienti in cui egli vive: la scuola e la famiglia. Questa continuità, vissuta e sostenuta nella quotidianità, si avvale nella nostra scuola anche di momenti specifici volti proprio a rafforzare il rapporto scuola-famiglia, ovvero insegnanti-genitori:
Il consiglio d’istituto è un organo collegiale formato dal gestore, dalla direttrice, dall’amministratore, dalla coordinatrice interna e dai rappresentanti dei genitori delle quattro sezioni. Si riunisce due o tre volte durante l’anno scolastico per confrontarsi su questioni soprattutto organizzative che riguardano la vita scolastica. È un organo consultivo e non deliberativo.
La collegialità è, per tutto il personale della scuola, condivisione di esperienze, volontà, responsabilità, impegno e gioia di vita comunitaria: è vivere la scuola come comunità educativa costruita sulla base di valori progettuali condivisi, è vivere la comunione non a senso unico, ma come reciprocità nella consapevolezza. Non è solo l’educatore ad essere Presenza Donata, ma sa cogliere nella Presenza dell’altro un Dono prezioso per la propria crescita professionale e personale. Il concetto di comunità educante è stato ispirato dalla lettura formativa del testo: Congregazione per l’educazione cattolica, Educare insieme nella scuola cattolica, missione condivisa di persone consacrate e fedeli laici, Libreria editrice vaticana, 2007.
Tutto questo si realizza all’interno della nostra scuola attraverso incontri e modalità di condivisione:
Anche per la scuola “M. Immacolata” essere insegnante oggi comporta responsabilità e richiede la padronanza di specifiche competenze culturali, pedagogiche, psicologiche, metodologiche e didattiche unite ad un’aperta sensibilità e disponibilità alla realizzazione educativa con i bambini e con le famiglie. Le insegnanti della scuola dell’infanzia paritaria di Case Finali di Cesena partecipano anche alle iniziative che le Direzioni Didattiche delle scuole primarie del territorio propongono per la continuità verticale (vedi la specifica voce) e alle proposte formative del comune di Cesena.